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Call Center, addio?

di Chiara Nardi

Con il Decreto del Presidente della Repubblica 7 Settembre 2010 n° 178, è stato istituito dal 1 Febbraio 2011 il Registro Pubblico delle Opposizioni. L’iscrizione al registro, comporta il divieto per i Call Center di chiamare l’abbonato il cui numero di telefono è stato estratto dagli elenchi telefonici pubblici. Possono iscriversi solamente gli abbonati che hanno il proprio numero di telefono in un elenco del telefono pubblico, sia che siano persone fisiche, persone giuridiche enti o associazioni. Tutte le informazioni per l’iscrizione si possono reperire all’indirizzo:

http://www.registrodelleopposizioni.it

Fino a qui questo potrebbe essere tranquillamente il sogno proibito di qualsiasi consumatore. Chi non vorrebbe eliminare per sempre le odiose telefonate degli operatori dei più svariati call center? Chi non ha mai inventato scuse più o meno realistiche per scampare alle tediose e indesiderate offerte che vengono proposte?

“La signora non è in casa”. “Sono la donna delle pulizie, la signora non c’è!”(interpretata con i più svariati accenti). “Sono minorenne e i miei non sono in casa.”

La terra promessa dell’abbonato/consumatore è però limitata da due questioni: una di carattere pratico e l’altra riferita all’utilità della pubblicizzazione dell’evento.

Prima limitazione: se durante un’operazione commerciale o promozionale telefonica, si è dato il consenso alla trattazione dei propri dati per finalità di telemarketing, le chiamate indesiderate da parte delle aziende che hanno avuto il vostro consenso continueranno! Inoltre, se il call center ha acquisito i vostri dati da fonti che non siano elenchi telefonici pubblici, e lo ha fatto senza infrangere le norme sulla protezione dei dati personali, potrà continuare imperterrito a disturbare la vostra quiete domestica.

Seconda limitazione: la pubblicità per questa iniziativa del Governo è stata minima. Perchè lasciare così in secondo piano un progetto che potrebbe portare molti consensi da parte dei cittadini? Probabilmente la risposta è da ricercare nella reazione a catena che si creerebbe nel caso in cui una gran quantità di persone si iscrivesse al registro. I call center vedrebbero diminuire le loro liste di consumatori da poter contattare e la diminuzione della quantità di lavoro da dover smistare tra i dipendenti, comporterebbe la necessità per i call center di licenziare una parte degli operatori. Un aumento della disoccupazione non fa di certo crescere il consenso.


Il cammino di Mou

di Chiara Nardi

Serie A 2008-09:

18 Gennaio 2009,

Atalanta 3 – Inter 1

Liga 2010-11:

29 Novembre 2010,

Barcellona 5-Real Madrid 0

In entrambe le partite, l’allenatore della squadra perdente era Josè Mario dos Santos Fèlix Mourinho. In entrambe le partite il Mago di Setùbal era al primo anno sulla panchina del Club sconfitto.

Le due sconfitte si assomigliano, in entrambi i casi il sistema vincente utilizzato da Mourinho per i primi mesi di campionato era stato ridicolizzato dagli avversari. Certo, non si può assolutamente paragonare il Barcellona dei “marziani” ad una modesta Atalanta, ma probabilmente i postumi di queste sonore sconfitte sì. Come poteva l’Inter, vincitrice degli ultimi campionati, perdere contro una “piccola” come l’Atalanta? E come ha potuto il Real Madrid dei grandi acquisti di Florentino Perez perdere così male, sbeffeggiato nel gioco dagli avversari?

Ma forse proprio da una batosta psicologica di questo tipo, Mourinho potrà tirare fuori il carattere e la coesione straordinaria che caratterizzano le sue squadre, in fondo lo fece già con l’Inter al suo secondo anno sulla panchina neroazzurra, conquistando il triplete. Cosa gli impedirà di giocare sulla psicologia dei suoi giocatori per spingerli a fidarsi di lui e a seguirlo ovunque e contro tutti? In fondo, visto il caos nel quale è terminata la partita, avrà certamente elementi su cui lavorare per forgiare lo spirito della sua squadra.

Perchè Mourinho è un provocatore, criticato dai giornalisti e dagli opinionisti, odiato dai tifosi avversari, ma i giocatori che ha allenato lo amano, basta pensare alle dimostrazioni di affetto tributategli dai calciatori di Chelsea e Inter, le sue due ultime squadre. Perchè poi, finito il tempo delle chiacchiere e delle contestazioni, a scendere in campo sono proprio i giocatori. Forse Josè non riuscirà a trasformare lo stralunato Real Madrid visto ieri sera al Camp Nou in una squadra battagliera e vincente, come è riuscito a fare nei suoi due anni alla guida dell’Inter, ma se qualcuno può risciurci, quello è proprio lui.


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