di Beatrice Donati
La crisi dei partiti degli ultimi decenni, riconducibile essenzialmente alla fine delle ideologie, ha generato una richiesta di partecipazione dal basso da parte degli attori della società civile sempre più pervasiva e su tutti i livelli: locale, nazione e persino europeo. Venuto meno il ruolo del partito come cinghia di trasmissione tra sistema politico e corpo sociale, i cittadini, ormai in grado di porsi coscientemente di fronte alle problematiche più complesse differentemente da quanto avveniva agli albori della Prima Repubblica, hanno deciso di riappropriarsi della gestione della cosa pubblica, facendo tornare in auge la classica dicotomia tra democrazia diretta e democrazia partecipativa. Tale contrapposizione, citando Bobbio, “si esprime nella richiesta che la democrazia rappresentativa venga affiancata o addirittura sostituita dalla democrazia diretta”, di stampo rousseauviano. È in questa direzione che si muove il neonato Forum per i Castelli Romani che, nelle tre giornate di tavoli di lavoro svoltesi ad Ariccia tra il 10 ed il 12 giugno, ha registrato un’entusiastica partecipazione da parte di cittadini, operatori economici e rappresentanti di associazioni.
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Luca Nardi, uno dei maggiori esponenti di questa nuova rete cittadina, così certifica la soddisfacente riuscita dell’iniziativa: “Abbiamo registrato circa 400 contatti che attraverso il carattere innovativo dell’approccio orizzontale dell’OST (Open Space Technology, modalità di riunione assembleare che vede la disposizione dei partecipanti in cerchio, ndr) hanno contribuito con entusiasmo alla formazione di gruppi di lavoro. Le tematiche emerse hanno ben inquadrato le urgenze per il nostro territorio: economia e turismo sostenibile, democrazia diretta, mobilità, ecologia e tutela delle risorse.”
Occorre aggiungere che uno dei caratteri più propulsivi di questa aggregazione sociale è l’assenza di una struttura gerarchica, favorita dalla assoluta e gradita mancanza del sostegno di partiti politici che, ad avviso di chi scrive, troppo spesso hanno condotto politiche pubbliche inefficienti, mere espressioni di gruppi di interessi intrapartitici, che hanno reso addirittura trascurabile la posizione del partito nel continuum destra-sinistra, a livello sia nazionale che locale.
Ma la strada è tutta in salita: “Dobbiamo migliorare in moltissimi campi, dalla comunicazione, allo sviluppo di metodologie ancor più efficaci, alla formazione dei volontari, ad una più ampia valorizzazione delle numerose competenze.”
L’intensa attività di questi giorni dimostra che la riscossa civile, a seguito del successo ariccino, non si ferma: “Quando questo articolo andrà in stampa avremo già scritto insieme il manifesto fondante del Forum, con le regole, i princìpi e lo spirito di questa aggregazione aperta ed inclusiva. Abbiamo in mente di costruire dei percorsi formativi nei vari livelli organizzativi della comunicazione ecologica e nella elaborazione e realizzazione di progetti concreti. Nel frattempo ci sono già alcune iniziative in cantiere finalizzate alla conoscenza e alla valorizzazione del nostro territorio. L’unico modo per fermare la distruzione della nostra terra è progettare e realizzare un’economia alternativa ed eco-compatibile, per creare lavoro, giustizia sociale, opportunità e qualità della vita. Costruiremo il cambiamento attraverso lo sviluppo del confronto inter-settoriale e delle sinergie tra società civile, economia e mondo accademico.”
Il nostro augurio è che, attraverso questa iniziativa, i cittadini dei Castelli Romani si riapproprino dei luoghi in cui vivono, abitano e lavorano, nella speranza soprattutto dell’avvento di una primavera che torni a far risorgere culturalmente queste terre un tempo meta di Grand Tour e studi, da Stendhal a Frazer.
